Il Bosco

in dispensa

<<Latte vegetale di mandorle ed anacardi autoprodotto e con l’okara (‘scarto’) biscottini con farina di ghiande, semi di ortica e polvere di rosa canina; a guarnizione cioccolato, faggiole e petali>>.

È questa la descrizione della foto mostrata ad un’amica un giorno a ricevere il suo commento tanto spontaneo quanto finito in una fragorosa risata nell’ascoltarlo:

“Ma tu in che supermercato vai??”

In effetti mi accorgo che sembra quasi una pozione magica ma a pensarci ho sempre percepito la magia come qualcosa di naturale, spontaneo come le erbe, i fiori ed i semi della descrizione.

Dunque nessun artificio, frequento ancora i supermercati e ancora meglio i mercatini e i piccoli produttori locali, ma anche così è possibile inserire tra gli ingredienti il bosco, i prati, tutto ciò che vive in selvatichezza al margine, quel confine invisibile tra l’abitato umano ed il selvatico.

Inserire anche solo una piccola cosa spontanea, a volte persino chiamata erbaccia, riconosciuta e raccolta è possibile e più pratico di quanto si pensi. Riapre alla sacralità del gesto, del nutrimento, quella fiammella di divino che crea e dona.

È difficile? No

Bisogna abitare in campagna? Non obbligatoriamente

Sarebbe bello ma….

MA tutto questo esiste se lo si vede, se lo si sceglie, se lo si vive.

Occorre un richiamo, una curiosità, la voglia di osservare e di stare profondamente in natura. Contemplare la possibilità di tornare a nutrirsi di cose vitali, in contatto con la luce, sane, semplici.

Ma è tanta roba tutta uguale…

Come si mangia un elefante? A fette

Si inizia con piccoli movimenti costanti verso il margine, uno spazio di possibilità non ordinarie.

Questo dà forza, lucidità, gioia.

Assaggia.

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